Medioriente

Afghanistan

AMANDA SIMONINI
“Il coraggio di sperare”


Afghanistan, un paese nel cuore dell'Asia, dove la religione si mischia con tradizioni e usanze molto antiche tramandate nel tempo, dando luogo ad un tessuto sociale complesso e frastagliato tra etnie e lingue diverse.
Afghanistan, martoriato da più di trent'anni di guerre, che detiene il triste primato delle vittime per mine antiuomo ed ha uno dei più alti tassi di mortalità infantile.
Afghanistan, dove il mercato più redditizio è la produzione di oppio (circa il 93% della produzione mondiale) e più di un terzo della popolazione, e il numero è in continuo aumento, necessita di assitenza umanitaria.
Afghanistan, terra di profughi, dove andare a scuola rimane un sogno per tanti bambini, il posto peggiore per nascere donna o forse, solamente per nascere.
Quale futuro lo aspetta?
Pace, crescita sociale ed economica, alfabetizzazione, sono concrete speranze o lontane chimere?

 

Israele

GIANLUCA RIVELLINO - MARIANNA ABBAMONDI
"Israele: il popolo e la sua storia"
 

Il punto di partenza della ricerca è stato l'analisi della storia del Paese.
In seguito si è dato maggior risalto alla c.d. “Questione arabo-palestinese” che ancora oggi costituisce un conflitto che non trova una soluzione pacifica.
In tale contesto un aspetto importante è costituito dal rapporto di forte legame che Israele ha avuto sempre con gli Stati Uniti, giustificato dalla posizione strategica che lo Stato asiatico riveste nella geografia del Medio Oriente.

Siria

CRISTINA TONELLI
“Uno, uno, uno il popolo siriano è uno. Parlare della Siria avendo come principio ispiratore i diritti umani”

Quando ho iniziato la mia ricerca sulla Siria, ho trovato una mole di materiale; guerra, assedi, Isis, storia, presidenti, primavera siriana, rivoluzioni, dittatura, torture ecc. E poi..... “quasi per caso” mi sono trovata fra le mani un libro: La felicità araba di Shady Hamadi, un giornalista di padre siriano e madre italiana e ho trovato ciò che cercavo.
Uno sguardo diverso su un Paese per me, fino a questo momento sconosciuto, ho trovato la voce di un popolo che lotta ogni giorno per la propria sopravvivenza e la libertà. La voce di tanti giovani che hanno manifestato pacificamente in un paese devastato dall'odio, dal terrore e dalle bombe. Ho conosciuto il dramma di migliaia di vite spezzate, ho conosciuto uomini normali che sono diventati eroi per il loro coraggio. Testimonianze che partivano dai luoghi della Siria e non dal mondo occidentale. Giovani che nonostante la devastazione,il terrore, le torture e l'esilio forzato, non hanno mai perso la speranza di ricostruire la loro terra, di renderla un posto migliore. La Siria, anticamente era la culla della cultura e il suo popolo la vuole ritrovare, quella cultura, quell'antica saggezza, lontana dai confini e dal filo spinato, lontana dalle bombe e dalle prigioni. Una cultura che abbraccia ogni etnia e ogni religione. Utopia? No, SPERANZA.

"La Siria che ho conosciuto non esiste più,
ma sono sicura che una volta che questa tragedia avrà fine
il suo popolo laborioso e cordiale saprà ricominciare,
ricostruendo dalle ceneri, come l'Araba Fenice,
la sua millenaria civiltà,
la sua straordinaria tolleranza e ospitalità."

Paola D'Amore - Archeologa

Arabia Saudita
 

MAURO SPAGNOLLI - VERONICA TOVAZZI
“Diritti umani negati e potere economico”

L’Arabia Saudita è un Paese governato da una dinastia Wahabita (movimento che crede che tutti coloro che non praticano l’Islam secondo le modalità da essi indicate siano pagani e nemici dell’Islam. La rigidità Wahabita ha portato ad un’interpretazione quanto mai erronea e distorta dell’Islam ricordando come dalla loro linea di pensiero siano scaturiti personaggi come Osama Bin Laden e i Taleban) che impone il rispetto scrupoloso della Shari’a ad esclusione di ogni altra forma di espressione politica e religiosa, con effetti negativi sulle libertà e i diritti individuali e civili.
Molte libertà fondamentali inserite nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo non esistono.
E’ uno degli Stati più ricchi al mondo, basato sul mercato petrolifero, tiene in pugno a livello economico paesi come gli Stati Uniti, il Giappone oppure l’India dove la richiesta di idrocarburi è sempre in crescita. L’Arabia Saudita viene definita il nuovo centro finanziario del Medio Oriente.
Perché a questo Paese è concesso di violare i Diritti Umani e non vengono presi dei provvedimenti? Perché il resto del Mondo non vede e le potenze economiche non intervengono di fronte a questi avvenimenti?


Iran

 

CRISTIANO TOMASINI

“Iran, la lunga mano dell’impero”

Note: Ho scelto il tema scottante dell’Iran proprio in virtù del fatto che lo ho da sempre vissuto come molto delicato e poco chiaro, come avvolto da un velo che non mi ha mai fatto intendere la realtà dei fatti e quindi mai ho potuto farmi un opinione chiara basata su fatti oggettivi.
La ricerca del materiale è stata caratterizzata dalla duplice presenza sulla rete di posizioni discordanti sulla storia degli ultimi due secoli di questo paese.
Ho da subito intuito che non sarebbe stato semplice capire dove stava la ragione ma piano piano si delineava molto chiaramente quale fosse la via dell’oggettività per la comprensione da parte mia delle posizioni delle fonti interpellate.
Questo contrasto nell’esposizione dei fatti mi ha chiarito come i punti di vista fossero così discordanti in base all’occhio che gli giudicava e agli interessi economici che rappresentava, quindi si è materializzata la consapevolezza che la storia degli ultimi secoli di questo paese e di conseguenza del pianeta sia stata influenzata pesantemente dagli interessi economici a scapito delle popolazioni, come quella iraniana che hanno subito le ingerenze delle maggiori potenze economiche del pianeta interessate ad accaparrarsi le preziose materie prime presenti sul territorio, producendo una pesante scia di morte.
La cosa che mi ha maggiormente sconvolto è che, al popolo occidentale, queste informazioni sono sempre arrivate ben confezionate con una veste molto diversa dalla realtà dei fatti, “drogate dal volere dell’impero”.

Iraq

ELISABETTA ECCHER
“La dignità dell'Iraq”

 

Chi era Saddam Hussein? Quanto la sete di potere, controllo e l’interesse economico può incidere sulla storia di un paese? Quanto è la responsabilità occidentale nel martirio della popolazione irachena e per un embargo durato moltissimi anni? Vi è stata veramente libertà di stampa nella prima guerra mediatica? Queste sono alcune domande sorte durante l’elaborazione della conferenza sulle quali si è potuto riflettere.

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